RIFLESSIONI AD ALTA VOCE.jpgSIAMO IN TRAPPOLA?

COME SI ORGANIZZA E SI PIANIFICA LA GESTIONE DI UN POPOLO

di Vanna Sereno   -  25 dicembre 2013  

 

A me le feste fanno davvero uno strano effetto. Mi chiudo in me stessa ed inizio a riflettere.

In un’ epoca in cui il costume affida le notizie e le informazioni a messaggi brevi e poco strutturati, alimentando entusiasmi, sconcerto, indignazione e/o sconforto, è comunque impossibile essere troppo sintetici nell’ esprimere pensieri che toccano temi molto complessi, quindi ho scelto di introdurre le mie riflessioni in merito a quanto sta avvenendo in Italia, con il più recente esempio di come si è consolidata l’attuale classe dirigente del nostro paese.

Tutti, oramai, abbiamo sentito parlare di Club Bilderberg, di Commissione Trilaterle, del potere della Goldman Sachs ma tentiamo, ora, di far luce su come certi poteri strutturino la gestione delle loro politiche nei singoli paesi europei, soffermandoci, proprio, su quanto stia avvenendo nel nostro bel paese.

IL THINK TANK “VeDrò” è AL POTERE.

Come recitato dal sito ufficiale, l’associazione VeDrò, nasce nel 2005 ed è (testualmente)“un think net nato per riflettere sulle declinazioni future dell’Italia e delineare scenari provocatori, ma possibili, per il nostro Paese”.

Nasce quindi nel 2005 e “chiude” nel 2013, dopo la fiducia al governo Letta.   

Dopo una breve ricerca in Internet, ecco spuntare i nomi dei colossi che avrebbero finanziato l’associazione VeDrò.   Sisal, Lottomatica e ancora, i grandi gruppi legati al mercato dell’energia come Enel, Eni, Edison. L’elenco prosegue con Autostrade per l’Italia, Vodafone, Sky, Telecom Italia e Nestlè.   All’appello non mancava davvero nessuno, sembrerebbe, appunto, il paradigma dell’inciucio perfetto.

Il “pensatoio” che aveva, di fatto, perso la caratura bipartisan con la quale era partito, chiude, ritrovarsi bollato, quasi come un’associazione segreta, dedita alle peggiori intenzioni politiche e/o aveva semplicemente, forse, esaurito la sua ragione di esistere nel momento in cui è riuscito a consolidare una classe dirigente? Non sarà difficile arrivare, da soli, alla risposta di questo quesito.

L’addio al pensatoio del premier Letta sarà, forse, servito per mettere a tacere le accuse di conflitto d'interesse, giunte sino al parlamento, riguardo ai rapporti coi colossi che avrebbero finanziato l’ associazione?

CHI FACEVA PARTE DI QUEST’ ASSOCIAZIONE?

Accademici, Artisti, Attori, Poeti e Scrittori, Chef, Curatori d’ Arte, Giornalisti, Imprenditori, Magistrati, Manager, Politici, Scienziati, Sportivi, Uomini di dottrina, Venture capitalist e Startupper.

Vi sottoporrò un’ elenco dei nomi di alcune di queste categorie, come riportato sul sito ufficiale dell’ associazione (le altre le troverete on line).

POLITICI CHE NE HANNO FATTO PARTE:

 Angelino Alfano, Enrico Letta, Angelo Argento, Anna Maria Bernini, Francesco Boccia, Lorenza Bonaccorsi, Giulia Bongiorno, Ernesto Carbone, Mara Carfagna, Stefano Dambruoso, Vito De Filippo, Paolo De Castro, Nunzia De Girolamo, Paola De Micheli, Filippo Del Corno, Benedetto Della Vedova, Michele Emiliano, Massimiliano Fedriga, Giancarlo Giorgetti, Roberto Gualtieri, Mauro Libè, Maurizio Lupi, Marianna Madìa, Giovanna Melandri, Marco Meloni, Alessia Mosca, Andrea Orlando, Filippo Patroni Griffi, Renata Polverini, Laura Ravetto, Matteo Renzi, Debora Serracchiani, Marco Stradiotto, Flavio Tosi, Adolfo Urso, Raffaele Volpi.

GIORNALISTI CHE NE HANNO FATTO PARTE:

Lirio Abbate, Marco Alfieri, Lelio Alfonso, Adriano Bacconi, Jacopo Barigazzi, Nicola Barone, Daniele Bellasio, Mario Calabresi, Barbara Carfagna, Mia Ceran, Luigi Coldagelli, Giuseppe Cruciani, Federica De Denaro, Fede e Tinto, Filippo Facci, Stefano Feltri, Jordan Foresi, Oscar Giannino, Paolo Giordano, Lucia Goracci, Eric Jozsef, Tommaso Labate, Franco Lauro, Massimo Leoni, Curzio Maltese, Stefano Menichini, Myrta Merlino, Pierluigi Pardo, David Parenzo, Antonello Piroso, Vicsia Portel, Andrea Purgatori, Francesco Specchia, Gaia Tortora, Benedetto Valentino, Andrea Vianello, Nathania Zevi.

Certa che non avrete alcuna difficoltà a reperire ulteriori informazioni, sul think tank “VeDrò”, sul web, vi lascio alle ovvie e legittime considerazioni che possono derivare dalle riflessioni che nascono spontanee, a seguito d’una presa di coscienza derivante da queste informazioni, che penso non tutti conoscessero.

Come lessi lo scorso marzo su un editoriale intitolato “Il suicidio di un popolo”, “” la tragedia italiana non è stata provocata solo dall’ attuale crisi economica. La tragedia italiana ha le sue radici in decenni e decenni di banditesca gestione del danaro pubblico, di corruzione, di mancanza di programmazione, di egoismi di casta, di privilegi ignobili, di arroganza del potere, di clientelismo, di inefficienza della burocrazia, di squallidi giochi di palazzo””, che hanno sempre favorito la confusione per preparare il terreno all’ instaurarsi della successiva classe dirigente, prevista per il completo controllo del popolo, affinché non si potessero distinguere i politici onesti da quelli disonesti, impedendo a chi avrebbe voluto fare il nostro interesse di popolo, di agire in tal senso.

Se anche voi avete capito cosa significhi associare le competenze necessarie a consolidare una classe dirigente, capirete facilmente che nulla di simile può essere improvvisato e che il caos, indotto, renda il popolo molto più fragile e soggetto ad essere manovrato, a favore dell’ interesse di pochi.

Ora chiedetevi come mai, sin da subito, appena letto il volantino della mobilitazione del 9 dicembre 2013, scuotendo il capo, sorridevo, non certo divertita, pensando a quanti illusi avrebbero alimentato l’ulteriore confusione, necessaria a consentire ai poteri forti di consolidare, ulteriormente, la loro leva di potere sul popolo.

E’ con una stretta al cuore che definisco chi ha creduto nella mobilitazione del 9 dicembre, un’ orda di ignari incoscienti, di “coraggiosi” ed inconsapevoli presuntuosi, vittime di se stessi e di un sistema che ha alimentato false auto-stime, cresciute sulle basi del nulla, per ogni singolo che ha, anche solo per un istante, pensato che tutto potesse essere, semplice, gestibile e trasformabile, sulla base di semplici volontà, prive della benché minima competenza in materia di governo e senza alcuna capacità organizzativa e gestionale.

Una rivoluzione privata o carente della necessaria fase “B”, quella indispensabile al progetto di ricostruzione, può solo, paradossalmente, creare più danno al popolo stesso.

La rabbia delle vittime, veicolata a favore dei carnefici, chiamatela come volete, anche “IMPERDIBILE AZIONE DI GESTIONE DEL DISSENSO“, alimentata proprio da coloro che necessitano che un ulteriore confusione non lasci trapelare le vere intenzioni dell’ attuale governo che continua a prendere tempo e a mentire, alternando momenti di lusinga a momenti di speranza, contrapposti a momenti di terrorismo psicologico e di minacce. Ordini e contrordini, negazioni e successive immediate ammissioni si susseguono e si contraddicono costantemente.  Questa è una, ben precisa, tecnica per il controllo della mente, che comprende tutti gli ingredienti necessari a destabilizzare un popolo, già in grande confusione per renderlo ancora più fragile.  Il pensiero che si volesse protrarre, ad oltranza, una mobilitazione nazionale, in queste condizioni, è davvero inconcepibile quanto irrealizzabile anche a causa della carenza di risorse che può concedere energie di resistenza limitate, rispetto alla solida posizione di coloro che si sarebbero voluti far desistere.   

Il volantino della mobilitazione recitava tre punti: “CHI” – “CONTRO CHI” – “A FAVORE DI CHI”.
Nessuno si è accorto che mancava il punto più importante, quello che determina la fattibilità di un’azione?

Si, Amici miei, mancava il “COME”, eppure quando mi sono permessa di farlo notare, molto prima della mobilitazione, la reazione di chi voleva credere in questo cambiamento irraggiungibile, per vie così aleatorie, non fu delle migliori.

I disperati e gli illusi hanno davvero creduto di poter scalfire chi ha il coltello dalla parte del manico?

Gli animi erano oramai “scaldati” e non restava che farsi da parte e dire: “speriamo in bene”, esortando tutti ad evitare la via della violenza (altra trappola, contro le stesse vittime) ed attendere che i fatti parlassero da soli.

Ora i fatti hanno parlato e, sinceramente, non mi sembra che, al lato pratico, questa classe dirigente sia stata minimamente scalfita o intimidita dalla suddetta mobilitazione.

Quando mi permetto di definire le vittime “presuntuose”, lo faccio nella speranza di ricondurre alla ragione chi, da decenni viene nutrito d’ illusioni, le illusioni necessarie, proprio a formare la personalità dei perfetti ed ignari soldati degli stessi carnefici, che ben sanno sfruttare l’ ingenuità dei popoli, proprio contro i popoli stessi.

Possibile che la presunzione del singolo gli annebbi così tanto il cervello da non consentire di comprendere quanto, i migliori cervelli siano, già da tempo, stati assoldati dai grandi poteri?

La classe dominante non si è certo allevata alle nostre scuole, condite di programmi per l’allevamento di una specie sottomessa e ben conosce il nostro modo, addomesticato, di agire e di pensare, essendo quindi in grado, di prevedere, prevenire ed indurre le nostre reazioni a loro piacimento.  Per classe dominante intendo, ovviamente, coloro che hanno indotto tutta la corruzione che inquina abbondantemente la nostra politica, da decenni, non certo solo l’ attuale classe dirigente. Loro sono e restano burattini al servizio di chi tira le fila, al soldo delle lobbies e delle elite finanziarie. Non tutti i politici sono però così controllabili, infatti, alcuni hanno subito vere e proprie persecuzioni e/o vengono isolati e resi innocui, a favore di progetti molto ambiziosi (ambiziosi non significa necessariamente etici, e ricordatevi che l’ etica che che “calza” al popolo non corrisponde affatto all’ etica delle classi dominanti). Le nostre e le loro regole morali sono distanti anni luce.

Fare appello all’ intelligenza umana è l’ unica speranza che ci rimane per poter sperare e combattere per un futuro migliore ma l’intelligenza deve essere supportata dalla curiosità, dall’ umiltà e dalla volontà di capire, non dalla fretta di comunicare o peggio, imporre, il proprio, “PERSONALE, MANUALETTO” per risolvere tutti i problemi, senza la benché minima conoscenza del vero nemico e della struttura che si vorrebbe demolire.

Un luogo comune è sentirsi chiedere, dai molti: “tu cosa proponi”? Come se la proposta e la soluzione fossero alla portata di chiunque. Il grave è che ci sia chi crede davvero che una proposta attuabile e vincente possa essere partorita da una sola mente, cancellando, con un colpo di spugna, la necessità dell’ interazione di molte figure e competenze, invece, strettamente necessarie per risolvere problemi talmente complessi che per la semplicità di alcune menti neppure sono concepibili.

Come potrà un popolo agire con intelligenza a problemi che non conosce, contro un nemico non chiaramente identificato, del quale non solo non si sono compresi gli obiettivi ma del quale si disconoscono le modalità di procedere. Il popolo sente il peso della crisi che provoca immense negazioni e sofferenze ma la rabbia e l’ indignazione non basteranno per uscire dal dramma.

Concedetemi di trasportarvi, per un attimo, in una metafora in qualità di normali mammiferi.  Provate ad immaginare d’essere nati schiavi ma d’aver pascolato in spazi talmente ampi da avere sempre creduto di godere di immensa libertà, sino ad un certo punto della vita.  Un brutto momento, i padroni, hanno deciso di ridurre i confini dei pascoli, poco per volta, per destinare molte aree ad altro uso.  Cosa accadrebbe alle bestie recalcitranti che si dovessero veder togliere uno spazio che hanno sempre creduto essere il loro? Sono certa che verrebbero comunque confinate, volenti o nolenti. Mi direste: “ma noi abbiamo l’ intelligenza, che le bestie non hanno”. Vi risponerei: “Avete ragione. Noi abbiamo l’intelligenza ma se l’ abbiamo svenduta alla pigrizia ed al soldo del “tutto dovuto”, il nostro cervello si sarà talmente impigrito che finiremmo con l’ agire “di pancia”. Come quelle mandrie, non potremmo sperare in un destino diverso da quello scelto per noi  e saremmo spinti, comunque, in spazi più limitati, anche contro la nostra stessa volontà, là dove le risorse necessarie al vivere, non potranno più essere le stesse ne bastare per tutti.

Non può, chi è impreparato e non possiede strumenti specifici, smontare un’intera catena montuosa a mani nude.  Senza i giusti mezzi e strumenti, l’ intenzione non si potrebbe mai tradurre in azione ma in semplice suicidio di massa, pilotato dall’ alto.

Nelle fila dei poteri forti, le masse, vengono viste come popolate da bestie non intelligenti e non si può certo dire che, certe azioni suicida, possano smentire tali vergognosi ma purtroppo, ormai, realistici pensieri.  Siamo marionette indifese in mano a criminali senza scrupoli.  Da anni c’è chi cerca di spiegare, cosa stia accadendo ma, costoro, sono sempre stati bollati come “complottisti”. Il complottista è, però, chi ordisce il complotto, non chi cerca di svelarlo, anche se il termine, viene oggi attribuito a chi vede complotti dove non ci sono, ma la disinformazione è più forte dell’ intelligenza della massa e solo ora, è iniziato qualche primo risveglio nella massa, duramente provata, che però non è disposta a verificare i dati, a disposizione, in prima persona e preferisce fidarsi dell’ opinione più popolare.  Ecco che questo parziale risveglio sarà vanificato da altra confusione indotta.

Un esempio che ben può spiegare a cosa mi riferisco, potrebbe essere questo:  nel 2011, avevo appena finito di leggere dei dossier di migliaia di pagine e, comprendendo quanta fosse la mia fortuna nell’aver il privilegio di poter disporre di tanto tempo per la lettura, mi sentii in dovere di sintetizzare il contenuto, di quanto avevo scoperto, anche a favore di coloro che questo tempo non avrebbero potuto concederselo. Cercando di spiegare, in modo sintetico, che cosa avevo scoperto, attraverso queste letture, ho trovato parecchi esemplari della nostra specie (davvero tanti) che, avendo letto qua e là, qualche riga, nel web, scritta con certezza da qualche disinformatore, magari anche professionista, hanno iniziato a spiegarmi che, secondo loro, quelle che avevo letto erano tutte stupidaggini.  Chiaro no? Giudicare il contenuto di una scatola senza conoscerlo, a molti, sembra la cosa più ovvia. A me no. Chissà, sarà un mio limite.

Anch’io, prima di accingermi alla lettura di certi testi, leggo le critiche, cercando di tenere a mente quanto leggo, senza farmi condizionare, poi, verifico di persona con approfondimenti individuali, leggendo integralmente i testi per poter, successivamente, crearmi una solida opinione personale.
Com’ è possibile che molti preferiscano trovar ristoro ed appagamento in giudizi sommari dettati da una completa privazione dei parametri necessari ad una vera valutazione personale? Certo, è meno impegnativo ma è certamente la via per potersi concedere a manipolazioni d’ ogni genere. Non so voi cosa ne pensiate ma io ho imparato che quando non conosco un argomento o una materia, preferisco cercare il tempo per eventuali approfondimenti, senza sentire la necessità di dover, a tutti i costi, esprimere un’ opinione.  

Non si potrà improvvisare un’ opinione per tutto.  Siamo esseri umani e non banche dati, ma attraverso i media, ci hanno inculcato l’ illusione che sapere tutto sia facile ed alla portata di chiunque. Bella trappola eh? Non c’è ignoranza peggiore di pensare di conoscere l’ intero sapere e qualcuno che non ci casca e va oltre, c’è sempre per cui non è difficile immaginare che diventi necessario assoldare disinformatori professionisti, proprio per impedire a tutti coloro che, da tempo, sono arrivati alla comprensione dei veri progetti di vanificarli, scoprendo con indubbia chiarezza i piani criminali in atto contro la nostra specie.  Se di colpo, i piani venissero smascherati, per loro sarebbe la sconfitta definitiva e noi torneremmo padroni del nostro futuro, senza il bisogno di alcuna rivoluzione. Anzi diverremmo padroni delle nostre vite, scoprendo anche quante soluzioni eccellenti, per sconfiggere piaghe, sino ad oggi considerate insormontabili, ci sono state negate.

Pensate solo a Nicola Tesla, che già alla fine dell’ 800, aveva gettato le basi e sperimentato invenzioni che avrebbero potuto, se sviluppate da menti intellettualmente oneste, donare energia gratis a tutto il pianeta e non dimentichiamoci che, da oltre 100 anni, si perseguitano gli innovatori, come nella lotta contro il cancro ed in molti altri ambiti. Continuiamo ad assistere a vere e proprie persecuzioni, dove una scienza “politicizzata”, viene assoldata per negare o approvare ciò che conviene alle politiche economiche, a vantaggio di pochi. Non dimentichiamo, inoltre, che la scienza è nobile e degna d’esser definita tale, solo quando risponde alle leggi della natura, al completo servizio della natura stessa, di cui noi, a pieni titoli, facciamo parte. 

La scienza che risponde alle istituzioni che stabiliscono cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, basandosi su parametri, stabiliti per convenzione, è una forzatura ed una distorsione creata dall’ uomo e per meglio farvi comprendere DI COSA È CAPACE L’ UOMO ho creato uno schema, catturando, fotogramma per fotogramma, un' interessante video dinamico, pubblicato sulla terza parte del film documentario "Le cure proibite", che vi consiglio vivamente di vedere. Reso in forma grafica, spiega bene come si siano organizzate, negli Stati Uniti, le lobbies del farmaco. Qualcuno pensa forse che nelle altre parti del mondo accada qualcosa di diverso? 

L' INDUSTRIA FARMACEUTICA.jpgPerdonate il mio soffermarmi su questi argomenti ma ritengo che comprendere l’ animo di “CERTI UOMINI DI POTERE” possa essere utile a farvi capire le reali dimensioni di problemi che, invece, a molti sembrano semplici. E poi, proprio di questi giorni, il caso Stamina sta vedendo pazienti e famigliari in lotta contro il tempo e contro la malattia, agire per il diritto alla salute contro istituzioni disposte a negare addirittura le cure compassionevoli. Quotidianamente seguo gli sviluppi di quanto sta accadendo e non certo solo dalle televisioni o dai giornali e rabbrividisco. Il tema della salute, poi, in particolare, ha monopolizzato l’ interesse degli ultimi 8 anni della mia vita, per cui chiudo qui l’ argomento perché temo che per raccontarvi tutto ciò che ho scoperto, non mi basterebbe una settimana. E’ necessario capire che se la deriva che sta travolgendo il nostro paese, come il resto d’Europa, non subirà un’immediata correzione di rotta, anche la situazione nel campo scientifico, come in quello sanitario, non potranno che precipitare.

Tornando a parlare della correzione di rotta nella quale tutti speriamo, il mio intento comunicativo, quindi, non era certo teso al piacere della comunicazione, che alle volte, invece, diventa davvero insopportabile, tanto più quando devi ripetere migliaia di volte le stesse cose, ma è sempre stato per un senso del dovere, in forza del quale poter accelerare la necessaria comprensione di problemi che, se affrontati con intelligenza, avrebbero potuto vedere soluzioni che vanno ricercate nella comune volontà di azione sinergica, per il futuro del nostro popolo, quindi per il nostro futuro.  Già anni fa, mi resi conto che fino a quando il popolo avesse continuato ad ignorare i veri giochi del potere e come ci tengono in pugno, nessuno di noi avrebbe avuto speranza.   I poteri forti hanno instillato, nel popolo, la mentalità del branco, con tutto ciò che di peggio, la psiche e la forma mentis del branco, possano celare.

Il metodo del “tutto subito e semplice” e “se non ce lo danno scendiamo in piazza e ce lo prendiamo”,
è follia pura di chi ha già perso in partenza, dignità e futuro.  Qualcun altro si è già organizzato da tempo, prevedendo le reazioni che sarebbero state scontate, se non addirittura indotte, a seconda delle esigenze del momento.

Al popolo non è concesso di sapere. Penseranno molte tv e molti giornali a dirvi ciò che DOVETE sapere ed a regalarvi l’illusione del momento.  Nessuno pare dar peso al fatto che sia di fondamentale importanza, conoscere il nemico meglio di se stessi ed ecco milioni di italiani pronti a correre, come gli asini, dietro a carote come quelle degli stipendi d’ oro, dei privilegi della casta e ad un’ infinità d’ altre porcherie che sono soltanto la punta dell’ iceberg, intanto i grandi capitali migrano all’ estero, le aziende chiudono e c’è chi si suicida.  Chi fa da bersaglio, compiacente o meno, fornisce un ottimo servizio di copertura ai piani in essere che, in questo modo, possono procedere indisturbati, nascosti da un’ indicibile confusione, sapientemente indotta. I veri schemi di gioco restano nascosti dalla nebbia della confusione e dei falsi bersagli. Mentre i “forconi” pongono questioni morali e chiedono le dimissioni all’ attuale governo, fanno parlare di se, intanto, la nostra classe dirigente sta blindando un patto di stabilità a dir poco vergognoso. Attenti all’ uso dei termini: “patto di stabilità”???  Che cosa vogliono rendere davvero stabile?  Rispondetevi.

Molti di noi, da anni, provano a denunciare cosa realmente stia avvenendo ma gli illusi del sapere facile sanno già tutto e continuano nella sterile indignazione, agendo per vie che non possono portare a nulla di buono. E’ normale che, oltre ad un certo limite, lo sconforto prenda il sopravvento e, personalmente, sono in fase di pieno sconforto. 

I politici, non sono tutti uguali, anche se hanno cercato di farvelo credere in tutti i modi, mistificando ogni cosa e confondendo il buono con il cattivo, la verità con la MENZOGNA, sino a portarvi ad essere, voi stessi, carnefici, proprio di coloro che avrebbero potuto rappresentare l’ ultima nostra speranza per un futuro migliore.

Oggi che i politici sono diventati, tutti, indistintamente, il bersaglio del vostro disprezzo e delle vostre rivendicazioni rischiamo di essere davvero finiti. 

Ma vi rendete conto, una volta per tutte, che la buona politica è la nostra unica via di salvezza?
Aprite gli occhi perché, a breve, sarà davvero troppo tardi ed ogni giorno che passa, il prezzo da pagare sarà sempre più alto e proiettato verso l’ irreversibilità.

Il pensiero che decanta che non esiste più “ne destra ne sinistra” è davvero il paradigma eccellente per mandare in confusione i pochi neuroni che potrebbero ancora organizzarsi per salvarci dalla tragedia.

La verità, da anni, oramai, sotto gli occhi dei più attenti, è che la sinistra, nella quale si identifica una grande parte del popolo italiano, si è spostata talmente a destra da aver lasciato, di molto, a sinistra la destra.  Questa sinistra si è spostata completamente verso gli interessi dei poteri forti, dimenticandosi completamente del popolo e, sempre più, spostano potere e ricchezze verso pochi, a scapito dei molti.

Questa grande verità dovrebbe essere oramai evidente per tutti. Perché invece non lo è? Infatti, milioni di italiani, hanno votato la nostra condanna, che oggi, ha, principalmente, il volto del PD e di un Nuovo Centro Destra che si è staccato dal gruppo dei legittimamente eletti, nell’ esatto momento in cui doveva sostenere una fiducia che se, ora, fosse caduta avrebbe mandato i piani di quest’ Europa, che non vogliamo, a gambe all’ aria.  Per riorganizzare un'altra tempesta perfetta ci sarebbe, forse, voluto un altro secolo o più perché nel frattempo, il popolo che stava iniziando a capire, se ne avesse avuto il tempo, avrebbe potuto difendersi con intelligenza. Con questa mossa da maestri ci hanno tolto il tempo per riorganizzarci, intanto il governo Letta si prende il tempo necessario, entro il quale le scadenze sancite dai trattati, faranno il resto.

Il vero potere, per mezzo dell’ ascendente che i media hanno sul popolo e delle infiltrazioni, oramai ben radicate anche nel web, dove una affermazione, più volte ripetuta, diventa “verità”, ha isolato coloro che vorrebbero ostacolare i piani criminali ed, oggi, i carnefici, procedono indisturbati. Complici ignari, una massa di milioni di burattini pronti a credere ciecamente al discredito gettato da una efficientissima macchina del fango che riesce a partorire stupidaggini e mistificazioni d’ ogni genere.
La struttura per demolire ogni politico che possa, anche solo lontanamente, sperare di ostacolare queste derive criminali è davvero ben ordita ma può funzionare solo se la gente beve tutte le “fesserie” che queste volontà partoriscono.  Non manca davvero nulla, dai giornalisti e dai media addomesticati ad una magistratura che lavorano alacremente, in perfetta sinergia, per difendere un progetto che, a veder mio e di molti altri, ci ruberà anche l’ anima.

Povero popolo italiano alla ricerca di pettegolezzi, di scandali e di ragioni contro le quali sfogare tutte le proprie frustrazioni, ad unico ed esclusivo vantaggio di chi li sta “fottendo”.

Povero popolo italiano che si umilia da solo negandosi la facoltà di poter attingere alla propria intelligenza proprio a favore dei propri carnefici.

Povero popolo italiano che sta per consegnare definitivamente il proprio destino ad un elite che li spoglierà rapidamente anche del solo lontano ricordo dello “stato di diritto”.

Povero popolo italiano che vede in Renzi, il nuovo che avanza, la speranza per ciò che resterà una chimera.

La mia stima, oggi, va a quei politici che, ancora, credono nella speranza di un cambiamento a favore del popolo, nonostante lo sconforto e la delusione che l’ assenza di comprensione delle masse dona loro, in cambio di una resistenza encomiabile.  Mi auguro che questi politici non gettino la spugna e che il nostro popolo impari, al più presto, a ragionare con mente propria, per poter sostenere azioni davvero intelligenti.

La speranza per il futuro è e resta nella politica ed il solo pensiero che milioni di italiani vogliano demolire “TUTTA” l’ attuale politica, senza possedere alcuna capacità selettiva ne organizzativa, strutturale, per ricostruire immediatamente è, in assoluto, la più grande certezza che un’ intero popolo corre il grave pericolo d’ essere consegnato, definitivamente e rapidamente, mani e piedi, a coloro che hanno creato la REGIA DELLA GRANDE CONFUSIONE, quella TEMPESTA PERFETTA, che sta travolgendo tutti, anche coloro  che continuano ad osservare con lucido distacco e grande volontà d’agire, nella speranza d’una correzione della tragica deriva,  oramai sotto gli occhi di tutti.

Il tempo stringe e l’orologio delle date e delle scadenze imposte dai trattati sovranazionali, firmati in questi ultimi decenni, per creare le condizioni di completa cessione di sovranità monetaria, nazionale e di diritto, del nostro paese e nel resto d’ Europa, stanno, velocemente,  giungendo a completo compimento.  Ogni ingranaggio si sta incastrando a regola d’ arte nell’esatta sede, come da progetto previsto.

Il 2015, per l’ Italia, sarà l’ anno del successo definitivo di un progetto, criminale, che ha antiche radici, ordito sin dai primi del 1900, del quale, purtroppo, ancora oggi, i popoli d’ Europa, quindi anche molti italiani sono completamente ignari.  

A questo proposito, per una miglior comprensione delle dimensioni del problema, mi permetto di suggerirvi la lettura di un trattato.  Per chi non lo avesse letto e/o non amasse la lettura potrà ascoltare il suo contenuto in una conferenza integralmente inserita, da più fonti, su You Tube, Il titolo è:

IL PIÙ GRANDE CRIMINE

I termini, oggi, attualmente più utilizzati sono:

“convincere i mercati”, “stabilità”, “soddisfazione”, “ricrescita”, “sacrifici”, “integrazione”, “pil”, “deficit”, “bilancio”, “speranza”, “unione”, rispetto delle regole”, “efficacia”, “governo”,  “lobbies”, “populismo”, “indignazione”, “scandalo”, “famiglia”, “diritti”, “LEGGE DI STABILITÀ BLINDATA”,(termine impositivo e dittatoriale che determina l’ impossibilita di rettifica e di messa in discussione) “pressione fiscale”, “TASI”, “IUC”, “prelievi”, “tagli”, “coperte corte”, “rientri dei capitali”, ecc … è un po’ scesa la frequenza dell’ uso del termine “spread”, forse grazie ad una maggior comprensione sulle vere ragioni del suo utilizzo ai tempi del golpe del 2011.

Siete sicuri di riconoscere peso e significato, a seconda dei contesti nei quali, quotidianamente, vengono utilizzati questi termini? Pensateci bene perché il loro significato non è sempre così scontato, come parrebbe a molti ed alle volte il loro vero significato viene assolutamente snaturato dagli stessi contesti e da veri e propri giochi di prestigio, tipici d’ un certo utilizzo dell’ arte oratoria al servizio di scopi ben precisi.

Per fortuna, almeno, sono usciti dal nostro vocabolario, luoghi, troppo a lungo, rimasti comuni, come “pettinare le bambole”, “smacchiare giaguari”, e termini come “falchi” e “colombe”, serviti a lungo per identificare identità e volontà politiche.  Spesso penso che se tornassero, dal passato, uomini di 100 anni fa, rinchiuderebbero in manicomio certi, attuali politici, definendoli, solertemente, pericolosi psicopatici.  Eppure in Italia … milioni di italiani hanno avuto il coraggio di consegnare il loro voto a “smacchiatori di giaguari” per prepararsi ad un futuro “nuovo di zecca” all’ insegna dei “rottamatori “. 

COSA PENSARE? 

Uno slogan, una garanzia, che gli italiani si porta via?  Suvvia, torniamo padroni della nostre menti e cominciamo a pensare al singolare, nel contesto di una società composta da singoli, che si rifiuta di ragionare in termini di “pensiero comune da branco”.

COSA FARE DUNQUE?

L’ unica nostra chance è invocare, in massa, nuove, immediate votazioni, prima che sia davvero troppo tardi, prima che lo stato di diritto, che abbiamo conosciuto, sia completamente smantellato. Non abbiamo davvero altre soluzioni ed abbiamo una stramaledetta fretta.  Non esiste il tempo per altre alternative. E se qualche facinoroso pensasse alla violenza, se ne assuma la più completa responsabilità e rifletta sul fatto che, la violenza, non solo non servirebbe a risolvere i nostri problemi ma accelererebbe la fase repressiva, già in atto, a scapito di tutti, riducendo ulteriormente le possibilità che questa tragica deriva possa essere corretta.

 

Hit Counter